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Palermo, Joe Petrosino e la mano nera


Joe Petrosino

Joe Petrosino, nato a Padula il 30 agosto 1860, è una figura storica di grande rilievo nella lotta contro il crimine organizzato. Emigrato con la sua famiglia a New York nel 1873, Petrosino iniziò la sua carriera come spazzino prima di diventare poliziotto nel 1883. La sua determinazione e intelligenza lo portarono a diventare un pioniere nelle tecniche di lotta al crimine, alcune delle quali sono ancora praticate oggi.


Joe Petrosino


La Mano Nera

Il Tenente Joe Petrosino si distinse per il suo impegno contro la Mano Nera, un'organizzazione criminale che estorceva gli immigrati italiani a New York. Fondò l'Italian Branch, una squadra di agenti specializzati nella lotta contro il crimine organizzato italiano. Il suo lavoro fu tanto efficace quanto pericoloso, e purtroppo, durante una missione segreta a Palermo, fu assassinato il 12 marzo 1909.


Il simbolo dell'organizzazione criminale italo-americana


Il coraggio e la dedizione

La sua vita è stata fonte di ispirazione per numerose opere letterarie e cinematografiche, e il suo coraggio e dedizione al dovere sono ricordati come esempio di integrità e servizio alla comunità. Joe Petrosino rimane un eroe per molti, soprattutto per coloro che continuano a lottare contro il crimine organizzato.


Il Tenente Joe Petrosino (il primo a sinistra)



Published  Tue, 09 Jan 2024 11:14:01 +0100
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Giornata della Memoria, la storia dell'eroina siciliana Giuseppina Panzica

Per la Giornata della Memoria, la storia dell'eroina siciliana Giuseppina Panzica, che aiutava a passare il confine a ebrei e perseguitati, facendoli attraversare il suo orto, che coincideva con la frontiera.
Giuseppina Giovanna Panzica nacque a Caltanissetta, in Sicilia, il 1º agosto 1905, durante l'occupazione tedesca dell'Italia, nel 1943, la Panzica iniziò a collaborare con la Resistenza italiana.
In particolare, si occupò di aiutare gli ebrei a fuggire dall'Italia e a rifugiarsi in Svizzera.
Giuseppina viveva a Ponte Chiasso, un piccolo comune al confine tra Italia e Svizzera, in quel periodo, il confine era militarizzato e la guardia era molto stretta.
La Panzica, però, riuscì a trovare un modo per aiutare gli ebrei a passare il confine, si occupava di organizzare i viaggi degli ebrei, trovava loro un posto dove nascondersi durante la notte, li accompagnava al confine e li aiutava a passare la guardia.
La determinazione e l'altruismo di Giuseppina Panzica è un esempio di coraggio e di umanità che non deve essere dimenticato, la sua storia ci insegna che, anche in tempi difficili, è sempre possibile trovare il coraggio di aiutare gli altri.


Palermo, i Beati Paoli

I Beati Paoli furono una setta segreta nata a Palermo, in Sicilia, nel XVII secolo, e secondo la leggenda, essi erano un gruppo di nobili che cercavano di far rispettare la giustizia e di proteggere la gente comune da governanti e funzionari corrotti.
Essi operavano in segreto, indossando dei cappucci per nascondere la loro identità, venivano chiamati anche i “Vendicosi”, acquisirono grande notorietà per le loro attività, che comprendevano atti di vigilanza e punizione contro coloro che ritenevano ingiusti nei confronti dei più deboli.
Erano noti per il loro rigido codice di condotta, che enfatizzava l'onore, la rettitudine e la lealtà verso il popolo che servivano. La storia dei Beati Paoli è avvolta da numerosi misteri e leggende, si dice che abbiano avuto caverne segrete sotto la città di Palermo, dove si incontravano e tenevano i loro concili.
La leggenda dei Beati Paoli è stata oggetto di interesse per molti scrittori e autori, il più famoso romanzo che li menziona è "I Beati Paoli" di Luigi Natoli, pubblicato nel 1909. Questo libro ha contribuito a rendere la figura dei Beati Paoli famosa in tutta Italia e forse nel mondo.
L’effettiva esistenza dei Beati Paoli è ancora oggi oggetto di dibattito tra gli storici, alcuni li considerano puramente una creazione del mito, mentre altri sostengono che possano aver avuto un ruolo fondamentale nella realtà.
In definitiva, i Beati Paoli rappresentano un'interessante figura nella storia palermitana che si contrappone fra leggenda e realtà e, nonostante la mancanza di prove concrete sulla loro esistenza, la leggenda di questa setta continua ancora oggi a intrigare e affascinare le persone.


La Palermo dei misteri, il Conte Cagliostro

Il Conte di Cagliostro, noto anche come Alessandro Cagliostro o Giuseppe Balsamo, fu un personaggio storico e leggendario associato all'alchimia, all'occultismo e alla magia nel XVIII secolo.
Cagliostro nacque a Palermo nel 1743, si dice che abbia viaggiato in molte parti d'Europa, presentandosi come un nobile e un alchimista.
Durante i suoi viaggi, si guadagnò la reputazione di guaritore e mago, il suo periodo di maggiore notorietà fu nella seconda metà del XVIII secolo, quando si stabilì a Parigi, lì fondò una setta chiamata "Ordine della Massoneria Egizia" e si presentò come un maestro dell'alchimia e un guaritore dotato di poteri soprannaturali, egli infatti affermava di poter trasformare metalli in oro, creare l'elisir di lunga vita, guarire malattie attraverso pratiche magiche e persino raggiungere l'immortalità.
La sua fama attirò l'attenzione delle autorità francesi e nel 1785 fu arrestato con l'accusa di praticare la magia e di essere un ciarlatano.
Durante il processo, molte delle sue affermazioni furono smentite e Cagliostro fu condannato a prigione a vita. Tuttavia, nel 1790, durante la Rivoluzione Francese, fu rilasciato insieme ad altri prigionieri politici.
Nonostante la sua fama di ciarlatano, Cagliostro è diventato un personaggio leggendario associato all'occultismo e all'alchimia, è stato spesso ritratto come un mago misterioso e intrigante in opere di letteratura e arte, il suo nome è stato anche associato a varie teorie del complotto e leggende, alimentando l'immaginazione popolare.
Non esistono prove concrete delle sue presunte abilità sovrannaturali, la sua figura è avvolta da una nebbia di mito e di mistero, rendendolo un personaggio affascinante nella storia dell'occultismo.
Mito e leggenda: Dopo la sua morte nel 1795, il nome di Cagliostro continuò a vivere nella leggenda e nell'immaginazione popolare, la sua figura è stata oggetto di numerosi romanzi, drammi teatrali e film, spesso ritratto come un personaggio enigmatico e affascinante con poteri sovrannaturali.


L'antica linea tranviaria di Palermo

L'antica linea tranviaria di Palermo è un pezzo importante della storia della città, fu inaugurata nel 1887 e rappresentò un importante passo avanti per lo sviluppo della città.
Prima dell'arrivo del tram, il trasporto pubblico a Palermo era limitato a carrozze trainate da cavalli, che erano costose e poco efficienti. Il tram, invece, era un mezzo di trasporto più economico e veloce, che rese più accessibile la mobilità urbana.
La rete tranviaria di Palermo si espanse rapidamente nel corso dei primi decenni del XX secolo, nel 1912, contava 19 linee che collegavano il centro storico della città con le sue periferie.
I tram erano un mezzo di trasporto popolare a Palermo e venivano utilizzati da tutti, erano un modo efficiente e conveniente per spostarsi in città e rappresentavano un'importante parte della vita quotidiana dei palermitani.
Il tram era anche un importante mezzo di trasporto turistico, i turisti potevano utilizzare i tram per visitare i principali luoghi di interesse della città, come il Teatro Massimo, la Cattedrale e il Palazzo Reale.
La rete tranviaria di Palermo fu chiusa nel 1947 a causa del deterioramento delle condizioni delle infrastrutture e della crescente popolarità dell'automobile.


Palermo, la Biblioteca comunale di Casa Professa “Leonardo Sciascia”.

Accanto alla superba chiesa barocca del Gesù, a pochi passi dal mercato di Ballarò di Palermo, si trova la Biblioteca di Casa Professa.
Fu inaugurata il 25 aprile 1775 come appendice dell’antica Biblioteca comunale. Qui, nell’ex dimora dei Gesuiti, espulsi per decreto regio nel 1767, trovarono nuovo spazio migliaia di volumi.
All’interno, oltre al prezioso corpus di codici membranacei e cartacei, per lo più manoscritti di eruditi palermitani, vergati tra il XVI e il XVIII secolo, di particolare interesse sono la scaffalatura lignea e il “Famedio dei siciliani illustri”, circa trecento ritratti di personaggi dell’arte e della letteratura siciliana, realizzati in gran parte da Giuseppe Patania alla fine dell’Ottocento.


Bummulu, un oggetto antico come la storia della mia terra, la Sicilia.

La storia del bummulu, o quartara, è una storia che attraversa l’intera tradizione siciliana, la tipica anfora a due manici, risale alla civiltà greca.
L’etimologia del suo nome, infatti, è greca: Bombylios o bombyle.
Fatto da un impasto di terracotta e sale, ha la capacità di mantenere la temperatura del liquido che vi si versa: acqua, vino o olio.
Era usato maggiormente dai contadini o dai pastori, oppure da coloro che abitavano lontano da fonti d’acqua, infatti col bummulu l’acqua si prendeva alla fonte e si riportava al focolare, a temperatura.


Palermo, antichi mestieri "U Curdaru" (cordaio)

A Palermo, negli anni ’50 e ’60 camminando per la città, era ancora possibile vedere artigiani che intrecciavano corde.
Il lavoro del “curdaru” era molto caratteristico e apparentemente semplice: un ragazzino per poche lire o un pezzo di pane faceva girare con una grossa ruota con una manovella, questa, a sua volta, attraverso alcuni collegamenti faceva girare velocemente un’altra piccolissima ruota che aveva un uncino al centro, chiamato “animmula”.
U curdaru, incominciando dalla animmula, e camminando all’indietro, andava cedendo le fibre che teneva sotto il braccio o intorno la vita, per l’effetto rotatorio le fibre si intrecciavano, e diventavano corde, "rumaneddu" o spago.
C’è un antico proverbio siciliano, che, ricordando quest’attività dice: “Iri nnarrieri comu u curdaru”, cioè “andare indietro, in senso metaforico, come il cordaio”.
Il filosofo tedesco Friedrich Nietzsche citò il cordaro nel suo libro dal titolo - Così parlò Zarathustra - che recita la frase: "In verità non voglio assomigliare ai funai: essi tirano in lungo le loro funi e intanto camminano a ritroso."


Andrea Camilleri "Il giorno dei morti"

Dai racconti quotidiani di Andrea Camilleri, un estratto de "Il giorno dei morti"
Fino al 1943, nella nottata che passava tra il primo e il due di novembre, ogni casa siciliana dove c’era un picciliddro si popolava di morti a lui familiari.
Non fantasmi col linzòlo bianco e con lo scrùscio di catene, si badi bene, non quelli che fanno spavento, ma tali e quali si vedevano nelle fotografie esposte in salotto, consunti, il mezzo sorriso d’occasione stampato sulla faccia, il vestito buono stirato a regola d’arte, non facevano nessuna differenza coi vivi. Noi nicareddri, prima di andarci a coricare, mettevamo sotto il letto un cesto di vimini (la grandezza variava a seconda dei soldi che c’erano in famiglia) che nottetempo i cari morti avrebbero riempito di dolci e di regali che avremmo trovato il 2 mattina, al risveglio.
Eccitati, sudatizzi, faticavamo a pigliare sonno: volevamo vederli, i nostri morti, mentre con passo leggero venivano al letto, ci facevano una carezza, si calavano a pigliare il cesto.
Dopo un sonno agitato ci svegliavamo all’alba per andare alla cerca.
Perché i morti avevano voglia di giocare con noi, di darci spasso, e perciò il cesto non lo rimettevano dove l’avevano trovato, ma andavano a nasconderlo accuratamente, bisognava cercarlo casa casa.
Mai più riproverò il batticuore della trovatura quando sopra un armadio o darrè una porta scoprivo il cesto stracolmo.
I giocattoli erano trenini di latta, automobiline di legno, bambole di pezza, cubi di legno che formavano paesaggi. Avevo 8 anni quando nonno Giuseppe, lungamente supplicato nelle mie preghiere, mi portò dall’aldilà il mitico Meccano e per la felicità mi scoppiò qualche linea di febbre.


Giuseppe Pitrè "LA VITA IN PALERMO CENTO E PIÙ ANNI FA"

Un estratto della vita nel quartiere dell'Albergheria nei primi del 900'
Nella Via Porta di Castro rumoreggiano confusamente i venditori: e non si riesce a sentire neanche i carretti che ci minacciano alle spalle, carichi di barili di quel di Partinico o di verdure di Denisinni e dei Settecannoli; nè i venditori ambulanti, che con le loro immense canestre c'impediscon l'andare, o ci tolgono il vedere i cento usci ingombri di merci pendenti dagli stipiti od ammucchiati ai fianchi.
Una sequela interminabile di bottegucce ti dà la mostra di quel che in esse si spacci: dalle brocche e dalle pentole al nocciolo ed alla carbonigia, dalle funicelle e dagli spaghi alle punte ed alle cordelle, dalle sporte e dalle ceste alle ferule ed alle granate: e pane e pasta e carne e gli avanzi delle frutta di inverno.
Quando tu credi di uscir di tanta confusione sboccando a Ballarò, allora il frastuono accresce lo sbalordimento. Altre botteghe con altre merci si succedono come rincorrendosi a destra ed a sinistra, e nel mezzo, tra la gente che deve comprare, e lesina sul quattrino, rigattieri (pescivendoli), erbivendoli, panettieri, fruttaiuoli: e comari che cicaleggiano, e facchini che si bisticciano, e monelli che dagli schiamazzi non fanno udire un nuovo bando che il Senato pubblica.
Palermo, 10 Febbraio 1904.


L'Opera dei Pupi Siciliani

l Teatro delle Marionette, conosciuto come Opera dei Pupi, si affermò nell’Italia meridionale ed in particolare i Sicilia agli inizi del 1800.
L’affermazione dell’Opera dei Pupi nei teatri e specialmente nelle piazze, fu favorita dai “Cuntastorie”, i quali fecero si che le storie divenissero presto patrimonio popolare, simboli della voglia di riscatto e di giustizia di una classe sociale, diffondendo il concetto di onore e creando occasioni di ritrovo sociale.
In Sicilia vi furono due scuole principali dell’Opera dei Pupi, quella palermitana e quella catanese, i teatrini erano spesso a conduzione familiare; la scultura, la costruzione e la pittura delle marionette, rinomate per le intense espressioni, venivano realizzate dagli artigiani con metodi tradizionali.
Tra i personaggi più noti, raffigurati fra i pupi siciliani, Orlando e Rinaldo ma anche Carlo Magno, Angelica e Gano di Maganza e i saraceni.
Nel 2001 l’Opera dei Pupi è inserita nel programma Unesco istituito nel 1999 “Capolavori del patrimonio orale e immateriale dell’umanità” (Masterpieces of the Oral and Intangible Heritage of Humanity).
Il 17 ottobre 2003, l’Unesco approva a Parigi la “Convenzione per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale“.


Viaggio in Sicilia, R. Bazin 1891

“... una serie di scale di ferro esterne scendono fino ai piedi del palazzo, nel parco. Il primo cespuglio che scorgo è tutto stellato d’azzurro. Siccome sono in pieno paese di fiaba, lo chiamo con disinvoltura un gelsomino blu. E lo è forse, se ne esistono.
Riconosco delle palme, alte quanto quelle di Tunisi, fasci di bambù, liane fiorite. I vialetti girano in mezzo ad una piccola foresta di essenze rare. Un gruppo di alberi la domina. Sono enormi, con i tronchi nodosi e contorti, i rami piegati a spaccature, con le foglie carnose che formano larghe onde.”
Palermo, Villa D'Orleans


Viaggio in Sicilia, R. Bazin 1891

“ ... Mi disse: Al calar della notte, prenda una vettura e vada a fare una passeggiata al Foro Italico.
Lì vedrà una parte della società palermitana, ascolterà la musica e il mare.
Soltanto allora potrà giudicare se Palermo è stata giustamente chiamata la felice.... "
"... Venuta la sera, seguii il consiglio e mi feci condurre alla Marina.
La grande passeggiata di tutti era iniziata, andavano a piccoli gruppi, senza fretta, con la noncuranza della conversazione che indica una passeggiata abituale, a respirare la brezza di mare e a vedere passare le carrozze.
Figuratevi una banchina lunghissima e larghissima, leggermente arcuata per seguire la curva della riva, piantata di alberi, le carrozze vanno e vengono, e riprendono il passo quando si sentono le prime battute di un valzer o di una mazurka, ...”


Gli agrumi di Sicilia

Gli agrumi siciliani venivano esportati in tutto il mondo, i maggiori paesi importatori, dalla seconda metà dell’Ottocento, erano Inghilterra, Stati Uniti, Germania.
Il mercato siciliano era molto importante, la Sloman di Amburgo, una società di navigazione, ogni cinque giorni mandava una sua nave a Palermo per caricare da diecimila a ventimila casse da 300-600 frutti ognuna che servivano solo per Amburgo e Brema. Ma settimanalmente partivano navi stracolme per Londra, Copenhagen, New York e altri porti inglesi e canadesi.
Ogni cassa, ai quattro lati, aveva i “pizzi”, cioè carte veline illustrate coi bordi merlettati, e talvolta anche le “frinze”, cioè striscie di carta colorata. Aperta la cassa, appariva subito la “fodera”, un foglio di carta velina col marchio dell’esportatore che ricopriva interamente la prima fila di limoni, arance, mandarini, etc.
Tutte queste variopinte decorazioni servivano a impreziosire il prodotto, a farne una cosa quasi da regalo, a renderlo più attraente quando veniva battuto all’asta nei mercati.


La leggenda dei diavoli del Castello della Zisa di Palermo

L’ingresso alla Sala della Fontana del Castello della Zisa di Palermo è preceduto da un arco barocco con degli affreschi dove sono raffigurate creature e divinità della mitologia romana.
Queste particolari decorazioni, realizzate quando il palazzo era di proprietà della famiglia Sandoval, sono legate ad una leggenda popolare.
Le figure rappresentate in realtà sarebbero dei diavoli che proteggono un tesoro di monete d’oro all’interno del palazzo.
A nasconderlo dentro la Zisa sarebbero stati due giovani innamorati: Azel Comel, figlio di un Sultano e El-Aziz, figlia di un Emiro, i due fuggirono di casa perché il padre di lei ostacolava il loro amore, ma prima di scappare rubarono al Sultano un’immensa ricchezza.
Arrivati a Palermo fecero costruire il Palazzo della Zisa in modo da potersi finalmente godere il loro amore, quando però El-Aziz scoprì che la madre si era suicidata dopo la fuga della figlia, decise di togliersi la vita.
Azel Comel, diventato pazzo per la perdita della sua amata, decise di gettarsi in mare ma prima nascose il tesoro dentro il Palazzo.
La leggenda racconta anche che, chiunque provi a contare il numero esatto dei Diavoli della Zisa, non ci riesce, questo perché questi iniziano a muoversi e mescolarsi.
Inoltre se il giorno dell’Annunziata (25 marzo) i Diavoli vengono fissati troppo a lungo, inizieranno a muovere la coda o storcere la bocca.


U Scarparu

U mistieri du "scarparu" è un mistieri anticu, ca ormai si pirdiu, iddu cunzistieva n'arriparari o custruìri i scarpi a musura, ma chiddu ca cchiù assai facieva, era lu travagghiu di arriparrari li scarpi, risulari, mèttiri i supratacchi e cùsiri i parti ca cu l’usu si spàrdanu.
U matiriali usatu dô scarparu vinieva scigghiutu ‘n basi a nzoccu hann’a sèrviri i scarpi.
Siddu â scarpa s’hà mèttiri ppi n’uccasiuni (nu matrimoniu, na ricurrenza), a peddi havi èssiri i cchiù priggiati e i rifinitura avianu a èssiri fatti boni; si, nveci, i scarpi s’avìanu usari ppi travagghiu, allura, iddi hannu èssiri rubbusti.
Pâ risulatura, na vota s’usava u cuoiu duru, chiddu buonu.
TRADUZIONE:
Il mestiere del calzolaio è un mestiere antico, ormai scomparso, consisteva nel riparare o costruire scarpe su misura, ma quello che faceva di più, era il lavoro di riparatore di scarpe, risuolare, mettere i sopratacchi e cucire le parti che l'usura aveva deteriorato.
Il materiale usato dal calzolaio veniva scelto in base a tipo di scarpa.
Se la scarpa si doveva mettere per un'occasione (un matrimonio, una ricorrenza), la pelle doveva essere quella più pregiata e le rifiniture dovevano essere fatte bene, se invece le scarpe si dovevano usare per lavorare, allora, dovevano essere robuste.
Per la risuolatura, una volta si usava il cuoio duro, quello buono.


IL LUNGO VIAGGIO

L'emigrazione dei Siciliani in America
Il fenomeno dell’emigrazione compare spesso nella narrativa di Leonardo Sciascia, che ha raccontato molto frequentemente un fenomeno che ha interessato la Sicilia e in generale il meridione d'Italia per lungo tempo, dal primo Novecento in poi.
Non fa eccezione "Il lungo viaggio", racconto contenuto nella raccolta Il mare colore del vino, che parla delle emigrazioni verso l'America, terra delle opportunità per moltissimi siciliani e non solo.
Il sogno dell’America traboccava di dollari: non più il denaro, custodito nel logoro portafogli o nascosto tra la camicia e la pelle, ma cacciato con noncuranza nelle tasche dei pantaloni, come avevano visto fare ai loro parenti, che erano partiti prima di loro.


La linea tranviaria di Palermo nei primi del 900'

"Prima Sedes, Corona Regis et Regni Caput" è un'espressione indicante i tre titoli divenuti prerogativa della città di Palermo con la fondazione del Regno di Sicilia, avvenuta il 25 dicembre 1130, tramite l'incoronazione di Ruggero II d'Altavilla nella cattedrale di Palermo.
I tre titoli fanno riferimento ai tre antichi privilegi della città, ossia quello di essere stata:
- la prima sede dei Re di Sicilia i cui domini comprendevano l'intero Mezzogiorno;
- fungere da luogo deputato alla loro incoronazione;
- il suo rango di capitale.
Una grande città come Palermo, che, come detto, si è da sempre fregiata del titolo di ''Prima Sedes, Corona Regis et Regni Caput'', ha da sempre sentito l'esigenza del trasporto pubblico di massa, affidato prima ad omnibus a trazione animale e a partire dal 1888 tramite il tram.
La prima linea tranviaria di Palermo rimase in funzione dal 1888 al 1947, era estesa 38 km e attraversava il centro storico.
Nel 1911, in pieno periodo liberty e nel momento di massimo splendore internazionale di Palermo, la società belga Les Tramways de Palerme costruì ed esercì il servizio tram fino a Mondello, che in quel periodo pullulava di turisti da ogni parte del mondo.
Negli anni '30 del novecento, come in tutta Italia, anche Palermo risentì della crisi del trasporto pubblico, furono soppresse 6 delle 12 linee e a seguito di scelte politiche si optò per la conversione della linea in filoviaria.
Come se non bastasse i bombardamenti della città nel 1942/43 distrussero completamente le infrastrutture tranviare ponendo fine nel 1947 al servizio tram.


Palermo, la Putia

La putìa (dal latino Apotheca) è nu nicòzziu nicu, pò èssiri lu nicòzziu d'alimentari ca s'attrova sutt'â casa, o 'n ginirali nu nicòzziu pri la vìnnita di diversi merci o pri attività artigianali.
A putìa pò èssiri macari nu puntu di vìnnita di vinu sfusu (a taverna), ca si pò cunzumari 'n locu o si pò accattari pi purtarisillu.
La putìa dù vinu era urganizzata cu vutti ca cuntinèvanu vinu jancu e nìuru e di diversi qualitati; avìa na saletta cu tanti tàvuli unni li cristiani s'assittàvanu e, ntra na bivuta e n'àutra, passàvanu lu tempu addiscurrennu oppuru cu li jòcura chî carti.
TRADUZIONE:
La bottega è un negozio piccolo, può essere un negozio di alimentari che si trova sotto casa, o in generale un negozio per la vendita di diverse merci o per attività artigianali.
La bottega può essere magari un punto di vendita di vino sfuso (taverna), che si può consumare in loco o si può comprare per portarlo via.
La bottega del vino era organizzata con le botti che contenevano vino bianco o nero e di diverse qualità; aveva una saletta con tanti tavoli dove le persone si sedevano e, tra una bevuta e l'altra, passavano il tempo discutendo oppure giocando a carte.
Era il negozietto sotto casa dove incontravi e ti soffermavi a fare due chiacchiere con chi conoscevi già o che incontravi lì per caso.
Dove entravi e salutavi; “a putiara” la conoscevi da sempre, lei ti “aveva visto nascere”; con lei o con lui, nel caso fosse “u putiaru”, si era istaurato un rapporto di fiducia tanto che compravi anche “a crirenza”, in quella modalità del “pagherò” con fiducia e il credito veniva annotato prontamente sul libriccino dalla copertina nera e dall’inconfondibile profilo rosso.
E quando uscivi dalla “putia” non mancava l’arrivederci e buona giornata.
E l’arrivederci arrivava presto perché la spesa, comoda e fresca, era giornaliera!


Palermo, la funicolare che arrivava a Monreale

Nei primi del 900' a Palermo esisteva la linea tranviaria che dal centro storico della città si poteva raggiungere attraverso la funicolare il vicino comune di Monreale.


PALERMO NON SI PUO' DIMENTICARE

Johann Wolfgang Von Goethe è stato uno scrittore, poeta, drammaturgo, saggista, pittore, teologo, filosofo, umanista, scienziato, critico d'arte e critico musicale tedesco.
Nel 1787 intraprese il suo primo viaggio in Italia che lo portò anche in Sicilia.
Goethe arrivò a Palermo il 2 aprile 1787 e, agli occhi del viaggiatore tedesco, la bellezza e il fascino della città si esaltavano emozionandolo come davanti ad un quadro di Lorrain:
"Non saprei descrivere con parole la luminosità vaporosa che fluttuava intorno alle coste quando arrivammo a Palermo in un pomeriggio stupendo. La purezza dei contorni, la soavità dell'insieme, il degradare dei toni, l'armonia del cielo, del mare, della terra… chi li ha visti una volta non li dimentica per tutta la vita".
Nostra prima cura fu quella di studiare bene la città, assai facile da osservarsi superficialmente ma difficile da conoscere; facile perché una strada lunga alcune miglia l'attraversa dalla porta inferiore a quella superiore, ossia dalla marina sino al monte, ed è a sua volta incrociata da un'altra pressappoco a metà, dimodoché ciò che si trova su queste due linee è comodamente visibile; la città interna, al contrario, disorienta lo straniero, che può dirigersi in tale labirinto solo con l'aiuto d'una guida. Com'essa ci abbia accolti, non ho parole bastanti a dirlo: con fresche verzure di gelsi, oleandri sempre verdi, spalliere di limoni, ecc. In un giardino pubblico c'erano grandi aiuole di ranuncoli e di anemoni. L'aria era mite, tiepida, profumata, il vento molle. Dietro un promontorio si vedeva sorgere la luna che si specchiava nel mare.
Quelle che Goethe scrisse furono pagine straordinarie, e ancora oggi sono la migliore pubblicità per la grande isola italiana; Goethe ne rimase talmente affascinato da fare un'affermazione che, ancora oggi, è fra le sue citazioni più note e apprezzate:
" l'Italia senza la Sicilia non lascia immagine alcuna nello spirito. Qui è la chiave di ogni cosa "


UN PONTE TRA TOKYO E PALERMO

Un amore vissuto tra il Giappone e l'Italia, O' Tama Kiyohara, diventata Eleonora dopo il battesimo e il matrimonio con Vincenzo Ragusa, lo scultore palermitano che l'artista giapponese conobbe a Tokyo nel 1877, ha trascorso cinquantun anni della sua vita a Palermo, diventando una delle protagoniste principali del movimento artistico siciliano dell' epoca.
O' Tama ebbe un ruolo importante durante l' Esposizione nazionale organizzata a Palermo nel 1891.
Uno dei dipinti esposti per l'occasione, fu "La notte dell'ascensione", conservata a Palermo presso la Galleria d'arte moderna: un dipinto particolarmente originale nel taglio prospettico che fece si che O' Tama potesse essere identificata tra gli innovatori siciliani della pittura di paesaggio.
Per la realizzazione di questo quadro probabilmente si fece influenzare dal fatto che quella zona era stata tra le prime ad essere dotata di illuminazione. Il quadro raffigura un notturno alla Marina, con il Monte Pellegrino sullo sfondo mentre dal mare, piccoli e intensi fasci di luce, provenienti dalle barche, illuminano l'altare.


LA LEGGENDARIA SPADA DI RE ARTU' EXCALIBUR IN SICILIA

Nel 1176, all'età di soli 11 anni, Giovanna d'Inghilterra venne chiesta in moglie dal 23enne Re di Sicilia Guglielmo II il Buono.
Il 10 febbraio 1177 Giovanna sposò Guglielmo II e venne incoronata regina di Sicilia nella Cattedrale di Palermo il 13 febbraio 1177.
Nel 1189 re Guglielmo II morì a 36 anni, senza discendenti né da Giovanna né da altre donne, e pertanto Ella fu confinata nell'harem che era stato di Guglielmo II nel castello della Zisa di Palermo.
In Sicilia giunse anche Riccardo Cuor di Leone (1190), re d’Inghilterra, il quale era diretto in Terrasanta per partecipare alla III Crociata.
Riccardo chiese al nuovo re di Sicilia, Tancredi, sia la liberazione della sorella sia la restituzione della dote.
Tancredi liberò la donna, ma si rifiutò di restituire la dote per intero.
Durante la sua permanenza a Messina, Riccardo e il suo esercito misero a dura prova la pazienza dei Messinesi, che più volte, ma invano, chiesero a Tancredi di intervenire.
Giunti al limite della sopportazione, soprattutto per l’intraprendenza dei soldati inglesi nei confronti delle donne messinesi, gli abitanti di Messina scatenarono una violenta rivolta (3 dicembre 1190) durante la quale perirono molti soldati inglesi.
Tancredi finalmente si decise ad intervenire ed incontrò Riccardo nel suo quartiere generale situato nella fortezza della Rocca Guelfonia.
In seguito agli accordi stipulati in quell’occasione, Tancredi non solo restituì la dote di Giovanna per intero, ma anche pagò una somma riparatoria di 20 mila onze d’oro e s’impegnò a far sposare la figlia ad Arturo, nipote di Riccardo.
La leggenda racconta che il questa occasione Riccardo Cuor di Leone, in segno di pace, donò a Tancredi Excalibur, la leggendaria spada di re Artù.


La Via della Seta in Sicilia

Per molti secoli la via della seta in Sicilia, da Palermo a Messina, lungo la costa settentrionale dell’isola fino a un tratto della riviera ionica, merito del clima e di corsi d’acqua rigogliosi.
Un’arte antica quella della filatura, tessitura e ricamo, di cui molto è andato perduto ma qualcosa si tramanda ancora grazie alla passione e l’intraprendenza di un gruppo di donne e uomini.
In Sicilia si filava e si tesseva già alla corte normannam il ricco manto di Ruggero in seta-raso fu creato nel “Tiraz”, l’opificio del Palazzo Reale.
In oro, perle e smalti, il disegno porta la data del 1133, il manto servì per secoli all’incoronazione dell’imperatore del Sacro Romano Impero e oggi è conservato a Vienna insieme al resto del corredo.
Si filava e si tesseva anche all’Albergo dei Poveri, in Corso Calatafimi, voluto da Carlo III di Borbone a metà del Settecento per ospitare i bisognosi della città.


Sicilia di un tempo: la smallatura manuale delle mandorle

Dopo la raccolta delle mandorle, si procedeva alle "scrucchiulatura"(asportazione del mallo secco) e alla "scacciatura": un gruppo di donne si portavano da casa una pietra d'appoggio (la balata) e la "giaca" (grosso pezzo di ghiaia liscio) per picchiare le mandorle con abilità e velocità notevoli, anche a due-tre alla volta (le donne avendo le dita fasciate come i giocatori di pallavolo a scanso di dolori); il guscio cadeva a terra, il frutto nel grembo della schiacciatrice.
Donne e bambini di casa partecipavano con varie mansioni a tutte queste fasi, che si svolgevano fra giaculatorie, canti tradizionali, prese in giro e scherzi innocenti; si partecipava anche ai pasti collettivi (che erano a carico del proprietario), a base di pentoloni di pasta, di minestroni, di melanzane "aquagliu" (cucinate con pomodori, aglio e aromi vari) sarde salate, pane e vino.
Il lavoro veniva pagato in denaro, ma anche con prodotti agricoli (prime ovviamente le mandorle stesse).
Fonte: Lumie di Sicilia di Enzo Motta


Palermo, 9 maggio 1943, il giorno dell’apocalisse.

La prima formazione di bombardieri arrivò su Palermo alle 12,35 ed era costituita da 222 bombardieri pesanti (le cosiddette “fortezze volanti”), da 90 bombardieri medi, scortati da 118 caccia. I bombardieri pesanti arrivano in sei ondate, quelli medi in dodici ondate, i caccia spazzano il cielo in lungo e in largo.
Molti degli ordigni utilizzati erano bombe al fosforo, in grado di provocare incendi, altre bombe erano sganciate a grappolo di tre o quattro, legate tra loro ed in grado, scoppiando contemporaneamente, di distruggere un edificio fino alle fondamenta.
La contraerea spara ininterrottamente dalle 12,45 alle 13,30, alle 13,15 la città è distrutta.
La sera dello stesso giorno la città tornò ad essere colpita da 23 aerei bimotori che sganciarono anche due bombe ad alto potenziale. Palermo annientata, poteva vantare solo il triste primato di essere stata la prima città italiana vittima di un bombardamento a tappeto.


Palermo, il pozzo misterioso

Palermo è una città con un sottosuolo pieno di canali, pozzi, grotte, camere dello scirocco, passaggi sotterranei, che ne accrescono il misterioso fascino.
All'interno del quartiere Matteotti di Palermo, in Piazza Edison, a pochi passi dalla centralissima Via Libertà, vi è un antichissimo pozzo misterioso, largo 12 metri e profondo 22, soprannominato il "Pozzo Sicano".
Fu scoperto per caso nel 1927, durante i lavori di taglio degli alberi e di sbancamento del quartiere ex Littorio di Palermo, oggi quartiere Matteotti; sulle pareti furono rinvenute scritte del secondo secolo avanti Cristo.
A svelarne le origini fu l’appassionato di archeologia e speleologia Alfredo Salerno, questi ipotizzò che fosse di fattura sicana, vista la presenza delle citate iscrizioni, originariamente intraducibili. Grazie al contributo di un professore dell’Università Orientale di Napoli, Berguinot, le iscrizioni vennero poi attribuite ai Cartaginesi.
Rimane comunque fra le curiosità e nel fascino misterioso della città di Palermo, anche Edgardo Natoli, figlio di Luigi, nel suo romanzo “Gli ultimi Beati Paoli”, ne parla come di un sito utilizzato dalla famosa setta.


Sicilia, la storia di Arthur, il paracadutista che non vide più il figlio.

Sicilia, la storia di Arthur, il paracadutista che non vide più il figlio.
Tratto da un video pubblicato sul quotidiano "La Repubblica", Leo Gullotta racconta la storia di Arthur, il paracadutista che non vide più il figlio.
Durante gli albori dell'Operation Husky morirono in totale 964 soldati dell'82a divisione aviotrasportata, 812 erano paracadutisti. Tra questi ci fu Arthur Fulbrook Gorham, comandante del primo battaglione del 505° reggimento di fanteria paracadutisti della 82a Airborne Division, la prima forza area alleata che volò nei cieli sopra Gela la notte tra il 9 e il 10 luglio del 1943.


Giovanni Falcone

Giovanni Falcone è stato un magistrato, un uomo dello Stato che ha dedicato la vita alla lotta alla mafia.
Investigatore rigoroso e dall’intuito straordinario, in un’epoca in cui si negava l’esistenza di Cosa nostra ne comprese la pericolosità militare e la capacità di penetrazione in tutti i settori della società.
Pioniere di un metodo d’indagine che vedeva nel lavoro in pool, nell’ormai celebre “segui il denaro” e nella cooperazione giudiziaria internazionale i suoi cardini, ha istruito, insieme al collega Paolo Borsellino, il primo maxiprocesso alle cosche, scardinando il mito di una mafia invincibile.
Cosa nostra lo ha assassinato a Capaci, il 23 maggio del 1992, insieme alla moglie Francesca Morvillo e agli agenti della scorta Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani.
Resta viva la sua eredità morale e professionale.


Palermo, l'Esposizione Nazionale Italiana del 1891

L'Esposizione Nazionale Italiana del 1891 fu la quarta edizione dell'esposizione nazionale svoltasi a Palermo, la prima del Mezzogiorno.
Fu articolata in dodici divisioni, su un'area di 130.000 m², di cui 70.000 coperti, ebbe 7.000 espositori, e furono emessi 1.205.000 biglietti.
Furono previsti anche una galleria delle belle arti, una mostra etnografica siciliana e una mostra eritrea.
La galleria delle Belle Arti comprendeva tre sezioni: Pittura, Scultura e Architettura.
La mostra etnografica siciliana fu curata da Giuseppe Pitrè e comprendeva nove sezioni: Costumi; Oggetti di uso domestico; Pastorizia, Agricoltura e Caccia; Veicoli; Alimenti; Spettacoli e Feste; Amuleti, Ex-voto e Oggetti di devozione; Giocattoli e Balocchi fanciulleschi; Libri e libretti.


L'amore per i libri

Angela Daneu Lattanzi, durante la seconda guerra mondiale, rivestiva l'incarico di responsabile dell'allora Biblioteca Nazionale di Palermo (oggi Biblioteca Centrale della Sicilia), salvò migliaia di libri dalle bombe del '43. Palermo infatti viene devastata dai bombardamenti e la biblioteca, colpita duramente, è costretta a chiudere.
La Lattanzi, coinvolta in prima persona nei piani di protezione del materiale raro e di pregio, si prodiga per nasconderlo in ricoveri fuori città: a Polizzi Generosa, al convento di San Martino delle Scale e presso il convento dei Cappuccini di Monreale.
Terminato il conflitto mondiale, la Lattanzi si impegnò concretamente per la ricostruzione della Biblioteca sventrata dai bombardamenti americani.
Lo scorso 22 giugno 2023, ad Angela Daneu Lattanzi, con l'intitolazione dell’aula magna del complesso monumentale gesuitico, si riconosce il dovuto tributo, non solo per il senso del dovere pubblico mostrato nella salvaguardia dei beni librari e documentali, ma anche per il coraggio messo in campo nell'esercizio delle sue funzioni.


Palermo, la Chiesa di S. Maria delle Grazie

Dentro il Palazzo dei Normanni, fiore all’occhiello di Palermo, si trova la semi sconosciuta Chiesa di Santa Maria delle Grazie, spesso impropriamente scambiata per la cripta della Cappella Palatina, che si trova esattamente sopra di essa.
Infatti, questa chiesa inferiore intima ed essenziale, non è mai stata concepita come parte della famosa cappella ricca di mosaici, anzi risale ad un periodo precedente ed è probabilmente l’edificio religioso più antico dell’area palatina.


Il Duomo di Monreale (PA)

Il complesso monumentale, costituito dalla Basilica, dal Convento con il Chiostro e dal Palazzo reale, venne fatto costruire nel XII sec. dal giovane re normanno Guglielmo II detto “Il Buono”.
C’è naturalmente un’antica leggenda che racconta come il Duomo sia nato: fu la Vergine Maria ad apparire in sogno a Guglielmo che dopo la caccia si riposava sotto un albero, e a spronarlo ad erigere un tempio in suo onore, dopo avergli svelato il luogo dove era il tesoro nascosto dal padre.
In verità le ragioni della costruzione del Duomo di Monreale e del complesso sono ben diverse e collegate alla storia stessa della Sicilia e ai rapporti fra Stato e Chiesa.
Guglielmo II con il suo Duomo di Monreale, rappresentazione eccezionale della sontuosa cultura normanna in Sicilia, inserito in un grande e preciso progetto architettonico che gli affiancò da una parte il palazzo reale, dall’altra il monastero, segno di incontro tra i due poteri, lo Stato e la Chiesa.
Incontro reso esplicito dalla presenza dei due troni, quello regale e quello arcivescovile, inseriti nella zona più importante del tempio, intorno all’altare, tra il transetto e la solea, e collegati sia con il palazzo del re sia con il convento.
Dal 3 Luglio 2015, il Duomo di Monreale fa parte del "PATRIMONIO DELL'UMANITA' - UNESCO".


Palermo, la bambina col pallone, di Letizia Battaglia

In ricordo della fotoreporter Letizia Battaglia c'è una sua foto, scattata in un vicolo del quartiere Cala di Palermo, "La Bambina col pallone".
Quello scatto del 1980, divenuto celebre perché scolpisce il volto pulito di una bambina, diventa il simbolo della speranza e del futuro delle palermitane. Foto legata ad una bella storia di vita, perchè Letizia non aveva mai dimenticato quella bambina e, attraverso la trasmissione "Chi l'ha Visto", 40 anni dopo si ritrovarono.


Palermo, Capitale Culturale

L’insieme degli edifici costituenti l’itinerario arabo normanno di Palermo rappresentano un eccezionale valore universale come esempio di convivenza e interazione tra diverse componenti culturali di provenienza storica e geografica eterogenea (sincretismo culturale). Tale fenomeno ha generato uno stile architettonico originale in cui sono mirabilmente fusi elementi bizantini, islamici e romanici, capace di volta in volta di prodursi in combinazioni uniche, di eccelso valore artistico e straordinariamente unitarie.


La Palermo dei misteri: I Beati Paoli

Si narra che la prima apparizione storica che abbiamo dei Beati Paoli risale intorno alla fine del XVIII secolo, quando il marchese di Villabianca trascrive e pubblica i suoi “Opuscoli Palermitani” sostenendo fermamente l’esistenza di una confraternita denominata Beati Paoli che ha agito nell’oscurità intorno al 1180 circa.
Il nome della setta deriva dalla devozione a San Francesco da Paola, mentre la causa del termine “beati” è da ricercare nella pratica comune dei membri di girovagare per le Chiese di Palermo vestiti da monaci.
Durante la notte, invece questi uomini avevano il volto coperto da un cappuccio nero, in occorrenza, però, i Beati Paoli venivano anche chiamati i “vendicosi”, infatti, si pensa che la setta fosse formata per lo più da cittadini appartenenti a un ceto basso che facevano giustizia contro i soprusi dei nobili, nonché proprietari di feudi.
Come tutte le sette, i Beati Paoli avevano un rifugio. Tale luogo di ritrovo fungeva da vero e proprio tribunale, in cui la confraternita si riuniva per decidere sulla vita o sulla morte dei nobili rivali. Il tribunale era un insieme di vie e grotte sotterranee, appartenenti ad un’antica necropoli punica, che si pensa si estendessero sotto il mercato del Capo di Palermo.


Palermo, mestieri d'altri tempi "A Currera"

Nel "Nuovo Vacabolario Siciliano-Italiano", scritto da Antonio Traina nel 1868 e pubblicato a Palermo dall'editore Giuseppe Pedone Lauriel, il termine della "Currera" viene indicato in colei che porta gli ordini, i dispacci del continente alle isole e viceversa.


Palermo, La Bambina della Kalsa, di Letizia Battaglia

Letizia Battaglia non si definiva fotoreporter, né tantomeno fotografa di mafia, a dire il vero, lei non si definiva nemmeno fotografa, ma, semplicemente, una persona che scatta fotografie.
La sua umanità traspare in ogni fotogramma, scattava avvicinandosi il più possibile al soggetto e stabiliva un legame empatico con i protagonisti dei suoi scatti, che sono soprattutto donne e bambini di una Palermo degli anni di piombo.
"La Bambina della Kalsa"
Ph Letizia Battaglia


Giuni Russo

Salita alla grande ribalta grazie all'incontro con Franco Battiato, che produsse il suo album del 1981 'Energie', la cantante palermitana Giuni Russo è stata una delle voci più belle e significative del panorama italiano degli anni 80 e 90.


Palermo, Chiesa di Santa Maria in Valverde

Splendido esempio d’arte barocca, edificata nel 1633 su progetto di Mariano Smiriglio. Alla chiesa era annesso un convento, fondato intorno al XII secolo, più volte rimaneggiato fino al 1905, anno in cui fu demolito per la costruzione di una scuola.


I Pupari siciliani

I primi pupari siciliani costruivano da sè i paladini, guerrieri cristiani e saraceni, angeli, cavalli, draghi e figure mitologiche, riproducendo lo stile delle armature, creando i modelli e realizzando elmi, spade, corazze che poi rivestivano, pupi a volte dall'aspetto fiero, spavaldo o burlesco.
Nell'Opera dei Pupi si trasmettono ancora oggi stili e comportamenti del popolo siciliano come la cavalleria, il senso dell'onore, la difesa del debole e del giusto, la priorità della fede.
Le gesta dei paladini e il ciclo carolingio sono tra le tematiche trattate negli antichi canovacci usati dai pupari.
Carlo Magno, Gano, Orlando, Rinaldo, Angelica, hanno popolato le sponde dei carretti siciliani, i cartelloni propaganda degli spettacoli serali dei teatrini, le lambrette e i carrettini di uso vario e la fantasia di noi siculi, attraverso i cunti e le farse raccontate, la sera, attorno alla tavola di ogni casa.


Palermo, i Mosaici Bizantini della Chiesa di S. Maria dell'Ammiraglio

La Chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio fu edificata nel 1143 da Giorgio di Antiochia, ammiraglio di re Ruggero II, nel XV secolo fu concessa al vicino convento delle suore benedettine, fondato nel 1194 da Goffredo ed Eloisa Martorana; da allora la chiesa venne detta, anche “Martorana”.
Di notevole interesse sono i mosaici bizantini che ricoprono parte dell’interno e gli affreschi settecenteschi del sottocoro, realizzati da Olivio Sozzi e Guglielmo Borremans. Il profondo presbiterio quadrangolare del 1685 è decorato da marmi mischi; sull’altare è un prezioso tabernacolo in lapislazzuli della fine del XVII secolo, e l’”Ascensione” opera d’impronta raffaellita, dipinta da Vincenzo da Pavia nel 1533. La chiesa fa parte dell'Eparchia di Piana degli Albanesi, diocesi cattolica di rito greco-bizantino della Chiesa Bizantina in Sicilia.


Palermo, il Palazzo della Cuba

Il Castello o Palazzo della Cuba, dall'arabo Qubba (cupola), fu costruito nel 1180 da Guglielmo II come luogo per il riposo del sovrano nelle ore più calde, divenendo uno dei Sollazzi Regi dei re normanni di Sicilia.


Palermo, il Museo delle Maioliche Stanze al Genio

Il Museo delle Maioliche Stanze al Genio si trova a Palermo nel piano nobile di Palazzo Torre Pirajno, ed ha al suo interno oltre 5000 esemplari di mattonelle antiche dal XV al XIX secolo di produzione italiana.
E' una casa museo che comprende una tra le collezioni italiane piu grandi che si puo vedere in Europa.
Ci sono anche collezioni minori di cancelleria d'epoca, vecchie scatole di latta, oggetti vintage.


Alla Corte del Re

Ibn Giubayr, viaggiatore e scrittore andaluso che nel 1183-1184, visitò Palermo durante il regno di Guglielmo II“
Stavamo per entrare nella città di Palermo quando fummo fermati e condotti alla porta vicino ai palazzi del re.
Attraverso spazi aperti, porte e corti reali, ammirammo palazzi con le torri squadrate, giardini e anticamere occupate da personale di servizio che abbagliarono i nostri occhi e confusero i nostri pensieri.
Tra le cose che vedemmo c’era una sala (maglis) in una spaziosa corte circondata da un giardino e i lati occupati da colonnati. La sala occupava l’intera lunghezza della corte e noi ci meravigliammo della sua estensione e dell’altezza delle sue logge.
Poi ci fu detto che qui il re pranzava con la sua corte.
Questi colonnati e le anticamere sono dove i suoi giudici, gli addetti al suo servizio e gli amministratori siedono in sua presenza…


Palermo, Chiesa dell'Immacolata Concezione al Capo

Un tempo la chiesa era annessa al vastissimo monastero benedettino, fondato nel 1576, il convento si estese nei secoli successivi fino a raggiungere il limite settentrionale delle mura cittadine. Trasformato in ospedale dopo la confisca dei beni ecclesiastici nel 1866, è stato demolito, insieme ad una vasta zona limitrofa, nel 1932 per la costruzione del palazzo di Giustizia.
La chiesa fu costruita nel 1612 su progetto di Orazio Nobili, ha facciata esterna a due ordini, severamente impostata secondo i canoni del primo barocco romano. L’interno è ad un’ unica navata, riccamente decorata da marmi mischi e stucchi dorati, il soffitto a botte è decorato da stucchi dorati e dall’affresco di Olivio Sozzi con il Trionfo degli Ordini religiosi.
Nel suo insieme è talmente sfarzosa da lasciare “a bocca aperta” tutti i visitatori.


Palermo, le Mura delle Cattive

Comprese tra Porta Felice e Piazza Kalsa, dette anche “Passeggiata delle Cattive”, non sono altro che una terrazza panoramica edificata lungo le mura difensive della città diventate presto luogo di incontro.
Qui le vedove della città, volendosi tenere distanti da occhi indiscreti, solevano camminare lungo una terrazza a loro riservata.
L’etimologia latina del termine chiarisce ogni dubbio: “cattive”, deriva dal latino captive, che vuol dire vedove, ovvero prigioniere del dolore del lutto.


Palermo, la Chiesa di S. Ignazio Martire all'Olivella

La prima pietra della Chiesa di S. Ignazio Martire all’Olivella a Palermo, fu posta il 7 novembre 1598, alla presenza del Principe di Castelvetrano Carlo d’Aragona, Grande Ammiraglio di Sicilia, sul luogo dove, secondo la tradizione, sorgeva il palazzo e la villa della nobile famiglia di Sinibaldi, da cui ebbe i natali S. Rosalia, Patrona di Palermo.
Da questo fatto si fa risalire il nome di “Olivella“, ossia da “olim villa”.


Il sogno di Guglielmo - Videomapping al Duomo di Monreale in provincia di Palermo


La Regina Elisabetta II d’Inghilterra a Palermo

La Regina Elisabetta II d’Inghilterra venne a Palermo in visita ufficiale per ben due volte.
La sua prima visita, nel 1980, ebbe scopo per lo più turistico, la seconda, nel 1992, fu decisamente più seria e istituzionale, avvenuta il 28 maggio, cinque giorni dopo la strage di Capaci.
Questo avvenimento non fece cambiare i piani della famiglia reale che aveva già programmato il viaggio, anzi volle dimostrare la propria vicinanza al popolo siciliano fermandosi a pregare sul luogo della strage.


La leggenda del fantasma della Suora del Teatro Massimo di Palermo

Tra le tante leggende palermitane, non mancano le storie legate a fatti misteriosi, intriganti e suggestivi, come quella del 𝗳𝗮𝗻𝘁𝗮𝘀𝗺𝗮 della Suora del Teatro Massimo di Palermo.
Pima della costruzione del Teatro furono demolite alcune strutture preesistenti tra cui la Chiesa di San Francesco delle Stimate, compreso il monastero ed il cimitero annessi, consistenti nella Chiesa di San Giuliano e la Chiesa di Sant’Agata che all’interno dei monasteri custodivano anche le tombe di suore, preti e di altri defunti.
Secondo la leggenda palermitana, durante il corso dei lavori di demolizione, pare sia stata profanata la tomba di una suora e da allora la credenza popolare vuole che il suo 𝗳𝗮𝗻𝘁𝗮𝘀𝗺𝗮 infesti il Teatro.


Palermo, Palazzo dei Normanni e Cappella Palatina

In questo 2° video, attraverso una visita virtuale in 3D, entriamo dentro il Palazzo Reale (o dei Normanni) e nella meravigliosa Cappella Palatina di #Palermo.


Palermo, il Palazzo Reale

l Palazzo Reale o dei Normanni si trova a #Palermo, ed è la più antica residenza Reale d’Europa.
Ancora visibili, nei sotterranei visitabili, i resti dei primi insediamenti punici, ma la prima parte costruita risale alla dominazione araba nel IX secolo.
Si deve a Ruggero II la costruzione di una magnifica cappella interna al palazzo, la “Cappella Palatina”, dedicata ai Santi Pietro e Paolo e consacrata nel 1140.
Oggi il Palazzo è la sede dell’Assemblea Regionale Siciliana.


Palermo, le carceri di Palazzo Steri Chiaramonte e il tribunale dell'inquisizione

Il Carcere di Palazzo Steri, utilizzato dall’inizio del ‘600 alla fine del ‘700 dall’inquisizione spagnola per imprigionare tutti i cittadini scomodi per la vita sociale, politica e soprattutto religiosa dell’antica città di Palermo.
I graffiti riscoperti, ci comunicano pensieri e stati d’animo struggenti, che arrivano a noi in modo diretto, opere realizzate nel buio per rimanere nel buio, che ci raccontano il dramma della prigionia più infame, perché spesso ingiusta.


L'Arte rinnova i popoli e ne rivela la vita

"L'Arte rinnova i popoli e ne rivela la vita. Vano delle scene il diletto ove non miri a preparar l'avvenire"
Con questa epigrafe anonima, viene introdotto l’intrinseco fine ideale dell’arte, un fine propedeutico all’uomo di oggi e domani, un fine preparatorio alla civiltà.
l'Arte (quella con la A maiuscola) ha il dovere di stimolare i popoli ad ambire a migliorarsi.
Una continua ricerca di superare se stessi per preparare un domani più giusto e armonioso.


Palermo, Porta Nuova

Porta Nuova fu eretta nel 1583, al posto di una porta preesistente (la cosiddetta “Porta del Sole”).
Porta Nuova fu deliberata dal Senato cittadino, per celebrare il rientro dell’imperatore Carlo V, dopo la vittoria di Tunisi contro i Mori (1535).
L’opera, che ricorda gli antichi archi trionfali di Roma, si presenta come una massiccia costruzione tardo-manierista, con un gran fornice sovrastato da una leggera loggia rinascimentale.
La costruzione termina con una copertura a cuspide ricoperta di maiolica.
Sul tetto a spioventi spicca l’aquila imperiale.


Palermo Street Art Molo Sant'Erasmo

Molo Sant'Erasmo, sulla facciata dell’ex pastificio Virga, Igor Scalisi Palminteri ha dipinto SANTO ERASMO, il protettore dei marinai che guarda il mare in segno di fiducia in un futuro di cambiamento.


Palermo Street Art quartiere Capo

A Palermo, nel quartiere Capo, troviamo il murales del LEONE DEL TEATRO MASSIMO, realizzato dal sudafricano Ricky Lee Gordon, per il National Geographic, uno dei migliori street artist del mondo.
Lee Gordon ha voluto rendere omaggio alla città, riproducendo il gruppo bronzeo di Benedetto Civiletti.


Palermo Street Art quartiere Albergheria

A Palermo, tra vicolo Mongitore e via Dei Benedettini, spicca l'enorme edicola votiva dedicata alla Santa Patrona della città di Palermo, Santa Rosalia, dai tratti che ricordano lo stile dell’Art Noveau.
Si intitola VIVA SANTA ROSALIA la grande opera di Igor Scalisi Palminteri.


Palermo Street Art quartiere Kalsa

A Palermo, in via dello Spasimo, l'illustratrice romana Camilla Falsini ha realizzato il #murales di "FEDERICO II BAMBINO".
Un omaggio a una figura storica come simbolo di accoglienza, inclusione, curiosità. Federico II è un bambino col suo Drago a dondolo (Drago era il nome del suo cavallo) che, lungo le vie arabe della Kalsa, accoglie religioni, culture e arti.


Palermo Street Art quartiere Ballarò

A Palermo, in un campetto nel cuore del mercato storico di Ballarò, c'è il murale di SAN BENEDETTO IL MORO, il frate copatrono di Santa Rosalia.
L'opera di Igor Scalisi Palminteri “svetta” su uno spiazzo oggi riqualificato, simbolo di integrazione razziale dove, bambini di varie etnie del quartiere, giocano a calcio sotto lo sguardo del Santo.


Palermo, Borgo Vecchio Factory

BORGO VECCHIO FACTORY è un progetto di promozione sociale proposto dalle organizzazioni no profit “PUSH” e “Per Esempio Onlus”, in collaborazione con lo street artist #EmaJons, che ha previsto la realizzazione di un ciclo semestrale di laboratori di pittura creativa per 20 bambini del quartiere Borgo Vecchio di #Palermo.
I bambini oltre a svolgere le attività artistiche pomeridiane nella sede dell’associazione hanno collaborato con l’artista alla realizzazione di graffiti nel quartiere sulla base dei loro stessi disegni.


Palermo Street Art quartiere Sperone

Continua la voglia di far rinascere i quartieri spesso trascurati dalle istituzioni.
Una bellissima iniziativa per la riqualificazione del rione Sperone a Palermo, nasce il sesto murale del quartiere.
"Sperone167" è un'alleanza creativa che unisce artisti, istituti scolastici e abitanti del quartiere che, per la realizzazione dei progetti, non usufruisce di patrocini o fondi pubblici, ma di libere donazioni e iniziative di crowdfunding.



Antichi mestieri siciliani ormai scomparsi: Il Banditore

Continua la voglia di far rinascere i quartieri spesso trascurati dalle istituzioni.
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A San Martinu ogni mustu diventa vinu

Continua la voglia di far rinascere i quartieri spesso trascurati dalle istituzioni.
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Palermo, la Chimica Arenella

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Ti rissi NO

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Pupi di Zucchero, tra storia e leggenda

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LEGGENDE SICILIANE: Tifeo, a sorreggere la Sicilia ci pensa un mostruoso gigante.

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"Vistas in Sicily" dello scrittore americano Arthur Stanley Riggs

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Palermo, il Parco del Genoardo

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Palermo, la Cuba Soprana

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La Palermo Arabo-Normanna

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Quando il pane si faceva in casa

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Palermo, Porta della Dogana

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Lo sfincionello palermitano

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Antichi mestieri scomparsi: U Carbunaru (carbonaio).

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Io sono nato in Sicilia

Continua la voglia di far rinascere i quartieri spesso trascurati dalle istituzioni.
Una bellissima iniziativa per la riqualificazione del rione Sperone a Palermo, nasce il sesto murale del quartiere.
"Sperone167" è un'alleanza creativa che unisce artisti, istituti scolastici e abitanti del quartiere che, per la realizzazione dei progetti, non usufruisce di patrocini o fondi pubblici, ma di libere donazioni e iniziative di crowdfunding.


Palermo Pop 70

Quando Aretha Franklin si esibì a Palermo: "Fu la nostra Woodstock siciliana".
La regina del soul Aretha Franklin, nel corso della sua immensa carriera si è esibita anche a Palermo, protagonista il 17 luglio del 1970 del “Palermo Pop 70”.


Palermo


Palermo, l'Oratorio delle Dame del Giardinello

L'oratorio della Congregazione delle Dame del Giardinello al Ponticello è un luogo di culto ubicato in via Ponticello, nel quartiere dell'Albergheria sulla direttrice via Maqueda - chiesa del Gesù a Casa Professa, nel centro storico della città di Palermo.
Costruito tra il 1595 e il 1608 in prossimità della chiesa di Santa Maria delle Grazie al Ponticello - oggi santuario di Nostra Signora di Lourdes - l'oratorio nasce contemporaneamente alla Congregazione segreta intitolata a Maria Santissima dell'Aspettazione del Parto della Vergine, costituita dalle nobili dame del tempo per assistere in preghiera e per contribuire materialmente le partorienti disagiate dell'Albergheria.


Palermo 1943, i lustrascarpe

Continua la voglia di far rinascere i quartieri spesso trascurati dalle istituzioni.
Una bellissima iniziativa per la riqualificazione del rione Sperone a Palermo, nasce il sesto murale del quartiere.
"Sperone167" è un'alleanza creativa che unisce artisti, istituti scolastici e abitanti del quartiere che, per la realizzazione dei progetti, non usufruisce di patrocini o fondi pubblici, ma di libere donazioni e iniziative di crowdfunding.


Palermo 1979, Banana Republic

Continua la voglia di far rinascere i quartieri spesso trascurati dalle istituzioni.
Una bellissima iniziativa per la riqualificazione del rione Sperone a Palermo, nasce il sesto murale del quartiere.
"Sperone167" è un'alleanza creativa che unisce artisti, istituti scolastici e abitanti del quartiere che, per la realizzazione dei progetti, non usufruisce di patrocini o fondi pubblici, ma di libere donazioni e iniziative di crowdfunding.


Palermo, acchiana u patri cu tutti i so figghi

Continua la voglia di far rinascere i quartieri spesso trascurati dalle istituzioni.
Una bellissima iniziativa per la riqualificazione del rione Sperone a Palermo, nasce il sesto murale del quartiere.
"Sperone167" è un'alleanza creativa che unisce artisti, istituti scolastici e abitanti del quartiere che, per la realizzazione dei progetti, non usufruisce di patrocini o fondi pubblici, ma di libere donazioni e iniziative di crowdfunding.


Palermo, la Chiesa di Santa Maria dell'Ammiraglio (Martorana)


Palermo, la cappella della Madonna di Guadalupe

La Cappella di Nostra Signora di Guadalupe, la più esuberante delle cappelle della Chiesa Di Santa Maria Degli Angeli Presso La Gancia a Palermo, ospita la tomba di Don Juan Lopez de Cisneros, l’inquisitore ucciso nelle segrete dello Steri “dall’eretico” frà Diego la Matina nel 1657, la cui vicenda è stata raccontata da Sciascia nel suo libretto “Morte dell’Inquisitore”.


1943 arrivo dei soldati americani a Monreale (PA)

Continua la voglia di far rinascere i quartieri spesso trascurati dalle istituzioni.
Una bellissima iniziativa per la riqualificazione del rione Sperone a Palermo, nasce il sesto murale del quartiere.
"Sperone167" è un'alleanza creativa che unisce artisti, istituti scolastici e abitanti del quartiere che, per la realizzazione dei progetti, non usufruisce di patrocini o fondi pubblici, ma di libere donazioni e iniziative di crowdfunding.


Dimore storiche Palermo: Palazzo Lanza Tomasi

Il Palazzo Lanza Tomasi è ubicato nel centro storico di Palermo, nel cuore del quartiere Kalsa, fu l'ultima dimora del Principe Giuseppe Tomasi di Lampedusa, il celebre autore del Gattopardo, il quale vi trascorse gli ultimi anni della sua vita , sino alla morte nel luglio 1957, dopo la distruzione del suo palazzo avito, Palazzo Lampedusa, nei bombardamenti alleati del 5 aprile 1943.
Il figlio adottivo Gioacchino Lanza Tomasi ha ricostituito l'intera proprietà negli anni Settanta e ne ha amorevolmente curato il restauro.


Palermo,

Il video mapping abbraccia un diverso modo di narrare i beni culturali della città e i luoghi legati all’arte sacra, in pochi minuti di gioco tra tecnologia e arte in perfetta simbiosi tra loro, si torna indietro di secoli dentro l’ex convento di clausura che fu Santa Caterina.
La Chiesa in versione serale si illumina di fasci di luce e figure 3d.


PALERMO, IL PANE, UN BENE PREZIOSO QUANTO LA VITA

Continua la voglia di far rinascere i quartieri spesso trascurati dalle istituzioni.
Una bellissima iniziativa per la riqualificazione del rione Sperone a Palermo, nasce il sesto murale del quartiere.
"Sperone167" è un'alleanza creativa che unisce artisti, istituti scolastici e abitanti del quartiere che, per la realizzazione dei progetti, non usufruisce di patrocini o fondi pubblici, ma di libere donazioni e iniziative di crowdfunding.


Palermo, il Santuario di S. Rosalia

Continua la voglia di far rinascere i quartieri spesso trascurati dalle istituzioni.
Una bellissima iniziativa per la riqualificazione del rione Sperone a Palermo, nasce il sesto murale del quartiere.
"Sperone167" è un'alleanza creativa che unisce artisti, istituti scolastici e abitanti del quartiere che, per la realizzazione dei progetti, non usufruisce di patrocini o fondi pubblici, ma di libere donazioni e iniziative di crowdfunding.


Palermo, l'acchianata a Monte Pellegrino

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Una bellissima iniziativa per la riqualificazione del rione Sperone a Palermo, nasce il sesto murale del quartiere.
"Sperone167" è un'alleanza creativa che unisce artisti, istituti scolastici e abitanti del quartiere che, per la realizzazione dei progetti, non usufruisce di patrocini o fondi pubblici, ma di libere donazioni e iniziative di crowdfunding.


Palermo, la Chiesa di S. Giovanni degli Eremiti

Continua la voglia di far rinascere i quartieri spesso trascurati dalle istituzioni.
Una bellissima iniziativa per la riqualificazione del rione Sperone a Palermo, nasce il sesto murale del quartiere.
"Sperone167" è un'alleanza creativa che unisce artisti, istituti scolastici e abitanti del quartiere che, per la realizzazione dei progetti, non usufruisce di patrocini o fondi pubblici, ma di libere donazioni e iniziative di crowdfunding.


Palermo, Ponte dell'Ammiraglio

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Una bellissima iniziativa per la riqualificazione del rione Sperone a Palermo, nasce il sesto murale del quartiere.
"Sperone167" è un'alleanza creativa che unisce artisti, istituti scolastici e abitanti del quartiere che, per la realizzazione dei progetti, non usufruisce di patrocini o fondi pubblici, ma di libere donazioni e iniziative di crowdfunding.


Palermo, Palazzo dei Normanni

Un bellissimo video del Palazzo dei Normanni a Palermo


Palermo, Palazzo Steri Chiaramonte e il tribunale dell'inquisizione

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Palermo, i Beati Paoli

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Una bellissima iniziativa per la riqualificazione del rione Sperone a Palermo, nasce il sesto murale del quartiere.
"Sperone167" è un'alleanza creativa che unisce artisti, istituti scolastici e abitanti del quartiere che, per la realizzazione dei progetti, non usufruisce di patrocini o fondi pubblici, ma di libere donazioni e iniziative di crowdfunding.


Palermo, la Vecchia dell'aceto

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Una bellissima iniziativa per la riqualificazione del rione Sperone a Palermo, nasce il sesto murale del quartiere.
"Sperone167" è un'alleanza creativa che unisce artisti, istituti scolastici e abitanti del quartiere che, per la realizzazione dei progetti, non usufruisce di patrocini o fondi pubblici, ma di libere donazioni e iniziative di crowdfunding.


I Vespri Siciliani

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Una bellissima iniziativa per la riqualificazione del rione Sperone a Palermo, nasce il sesto murale del quartiere.
"Sperone167" è un'alleanza creativa che unisce artisti, istituti scolastici e abitanti del quartiere che, per la realizzazione dei progetti, non usufruisce di patrocini o fondi pubblici, ma di libere donazioni e iniziative di crowdfunding.


Palermo, Fontana Pretoria

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Una bellissima iniziativa per la riqualificazione del rione Sperone a Palermo, nasce il sesto murale del quartiere.
"Sperone167" è un'alleanza creativa che unisce artisti, istituti scolastici e abitanti del quartiere che, per la realizzazione dei progetti, non usufruisce di patrocini o fondi pubblici, ma di libere donazioni e iniziative di crowdfunding.


Il Carretto Siciliano

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La Cattedrale di Palermo

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Una bellissima iniziativa per la riqualificazione del rione Sperone a Palermo, nasce il sesto murale del quartiere.
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Palermo Street Art quartiere Albergheria

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Una bellissima iniziativa per la riqualificazione del rione Sperone a Palermo, nasce il sesto murale del quartiere.
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Palermo, Teatro Massimo

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Una bellissima iniziativa per la riqualificazione del rione Sperone a Palermo, nasce il sesto murale del quartiere.
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Palermo Street Art quartiere Kalsa

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Una bellissima iniziativa per la riqualificazione del rione Sperone a Palermo, nasce il sesto murale del quartiere.
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Palermo Street Art quartiere Kalsa

Continua la voglia di far rinascere i quartieri spesso trascurati dalle istituzioni.
Una bellissima iniziativa per la riqualificazione del rione Sperone a Palermo, nasce il sesto murale del quartiere.
"Sperone167" è un'alleanza creativa che unisce artisti, istituti scolastici e abitanti del quartiere che, per la realizzazione dei progetti, non usufruisce di patrocini o fondi pubblici, ma di libere donazioni e iniziative di crowdfunding.


Palermo

Continua la voglia di far rinascere i quartieri spesso trascurati dalle istituzioni.
Una bellissima iniziativa per la riqualificazione del rione Sperone a Palermo, nasce il sesto murale del quartiere.
"Sperone167" è un'alleanza creativa che unisce artisti, istituti scolastici e abitanti del quartiere che, per la realizzazione dei progetti, non usufruisce di patrocini o fondi pubblici, ma di libere donazioni e iniziative di crowdfunding.


Palermo, Street Art quartiere Sperone

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Una bellissima iniziativa per la riqualificazione del rione Sperone a Palermo, nasce il sesto murale del quartiere.
"Sperone167" è un'alleanza creativa che unisce artisti, istituti scolastici e abitanti del quartiere che, per la realizzazione dei progetti, non usufruisce di patrocini o fondi pubblici, ma di libere donazioni e iniziative di crowdfunding.


La Cappella Palatina di Palermo

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Una bellissima iniziativa per la riqualificazione del rione Sperone a Palermo, nasce il sesto murale del quartiere.
"Sperone167" è un'alleanza creativa che unisce artisti, istituti scolastici e abitanti del quartiere che, per la realizzazione dei progetti, non usufruisce di patrocini o fondi pubblici, ma di libere donazioni e iniziative di crowdfunding.


L'Oratorio del Rosario di S. Domenico a Palermo

Continua la voglia di far rinascere i quartieri spesso trascurati dalle istituzioni.
Una bellissima iniziativa per la riqualificazione del rione Sperone a Palermo, nasce il sesto murale del quartiere.
"Sperone167" è un'alleanza creativa che unisce artisti, istituti scolastici e abitanti del quartiere che, per la realizzazione dei progetti, non usufruisce di patrocini o fondi pubblici, ma di libere donazioni e iniziative di crowdfunding.


L'Oratorio di Santa Maria delle Grazie (Detto Del Sabato) a Palermo

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Una bellissima iniziativa per la riqualificazione del rione Sperone a Palermo, nasce il sesto murale del quartiere.
"Sperone167" è un'alleanza creativa che unisce artisti, istituti scolastici e abitanti del quartiere che, per la realizzazione dei progetti, non usufruisce di patrocini o fondi pubblici, ma di libere donazioni e iniziative di crowdfunding.


E dopo i bombardamenti a Palermo arrivarono gli alleati

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Una bellissima iniziativa per la riqualificazione del rione Sperone a Palermo, nasce il sesto murale del quartiere.
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Il Castello della Zisa di Palermo

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Una bellissima iniziativa per la riqualificazione del rione Sperone a Palermo, nasce il sesto murale del quartiere.
"Sperone167" è un'alleanza creativa che unisce artisti, istituti scolastici e abitanti del quartiere che, per la realizzazione dei progetti, non usufruisce di patrocini o fondi pubblici, ma di libere donazioni e iniziative di crowdfunding.


Santa Rosalia, Patrona di Palermo, dipinta dal pittore fiammingo Antoon Van Dyck

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Una bellissima iniziativa per la riqualificazione del rione Sperone a Palermo, nasce il sesto murale del quartiere.
"Sperone167" è un'alleanza creativa che unisce artisti, istituti scolastici e abitanti del quartiere che, per la realizzazione dei progetti, non usufruisce di patrocini o fondi pubblici, ma di libere donazioni e iniziative di crowdfunding.


Premio Europeo Opera dei Pupi Palermo

Continua la voglia di far rinascere i quartieri spesso trascurati dalle istituzioni.
Una bellissima iniziativa per la riqualificazione del rione Sperone a Palermo, nasce il sesto murale del quartiere.
"Sperone167" è un'alleanza creativa che unisce artisti, istituti scolastici e abitanti del quartiere che, per la realizzazione dei progetti, non usufruisce di patrocini o fondi pubblici, ma di libere donazioni e iniziative di crowdfunding.


Il Tesoro della Cattedrale di Palermo

Continua la voglia di far rinascere i quartieri spesso trascurati dalle istituzioni.
Una bellissima iniziativa per la riqualificazione del rione Sperone a Palermo, nasce il sesto murale del quartiere.
"Sperone167" è un'alleanza creativa che unisce artisti, istituti scolastici e abitanti del quartiere che, per la realizzazione dei progetti, non usufruisce di patrocini o fondi pubblici, ma di libere donazioni e iniziative di crowdfunding.


La Teca di S. Rosalia sul Montepellegrino a Palermo

Continua la voglia di far rinascere i quartieri spesso trascurati dalle istituzioni.
Una bellissima iniziativa per la riqualificazione del rione Sperone a Palermo, nasce il sesto murale del quartiere.
"Sperone167" è un'alleanza creativa che unisce artisti, istituti scolastici e abitanti del quartiere che, per la realizzazione dei progetti, non usufruisce di patrocini o fondi pubblici, ma di libere donazioni e iniziative di crowdfunding.